Formazione teorica
Il lavoro che vede impegnati gli operatori e i professionisti nell’ambito del disagio sociale in istituzione nei suo diversi ambiti di competenza clinica (psichiatria, adolescenza, dipendenze da alcol e da sostanze, disabilità), prevede una formazione teorica necessaria non solo a stabilire il quadro diagnostico alla base del disturbo lamentato dal paziente, ma a fornire le linee di trattamento per potere intervenire nel suo percorso riabilitativo, declinate sulla sintomatologia, riscontrata a livello del singolo caso.
Diplomato alla scuola di specializzazione di psicoterapia a orientamento analitico Lacaniano e dopo avere frequentato numerose attività di formazione teorica tenute dalla Scuola Lacaniana di Psicoanalisi, insieme a una attività professionale svolta nei diversi ambiti clinici in istituzioni dedicate al trattamento delle problematiche legate all’adolescenza, alle dipendenze, alle patologie psichiatriche e ai disturbi del comportamento alimentare, il Dott. Stefano Romualdi ha maturato un bagaglio teorico focalizzato sulla sua applicazione clinica.
Ha tenuto diversi interventi pubblici mirati alla divulgazione delle tematiche affrontate da Jacques Lacan nel suo insegnamento e ha svolto lezioni teoriche per operatori impegnati nel lavoro in istituzione e studenti universitari in formazione.
Per la Cooperativa Labirinto di Pesaro e per l’Associazione Rompi il Silenzio di Rimini è stato chiamato a intervenire sulla relazione tra autore e vittima di violenza e sulle dinamiche alla base della relazione amorosa patogena.
Per l’Università di Bologna, sede di Rimini ha tenuto una lezione sull’importanza dell’inclusione sociale per pazienti psichiatrici, ricolta a studenti in formazione in Scienze dell’educazione e della formazione. Ha collaborato con il Centro Heta di Ancona per l’approfondimento teorico dei concetti lacaniani applicati all’Anoressia e Bulimia.
Supervisione di gruppo
Il servizio è rivolto alle istituzioni impegnate nel lavoro di equipe con pazienti psichiatrici, disabili, tossicodipendenti e adolescenti problematici.
Il momento dedicato alla supervisione di gruppo in istituzione rappresenta un tempo essenziale per convergere le varie differenze di stile lavorativo degli operatori che costituiscono l’equipe, in un obiettivo condiviso mirato a formare un unione di intenti in rapporto alla difficoltà e criticità riscontrate a livello del suo corretto funzionamento collettivo. La supervisione diventa allora quel tempo dedicato ad affrontare la complessità del lavoro svolto in una logica gruppale.
Ottenere questo obiettivo significa posizionare il gruppo rispetto ad una criticità condivisa che non può avere come proprio orizzonte il gruppo stesso. La supervisione intesa come momento di confronto sulle varie problematiche che dividono gli operatori nel modo di intendere e svolgere il proprio lavoro in istituzione, spesso ottiene l’effetto insperato di amplificare queste differenze e cristallizzarle in distanze reciproche sempre più arroccate sulle proprie posizioni. La supervisione perde allora lo scopo per cui era stata indetta.
Diventa allora importante focalizzare la supervisione lungo l’asse della costruzione logica del singolo caso clinico, affrontato nel lavoro in istituzione, per potere restituire a questo momento il senso di un orizzonte comune.
Costruzione logica del caso clinico a partire dall’anamnesi del paziente, l’inquadramento diagnostico dei sintomi manifestati, le criticità incontrate dall’equipe nel lavoro con il paziente ed infine, il progetto riabilitativo orientato da questa costruzione.
Dedicare, quindi, il lavoro della supervisione alla costruzione logica del caso clinico rispetto a un determinato paziente ospite dell’istituzione, permette al gruppo degli operatori di intendere l’equipe dalla corretta posizione prospettica, ossia da quella del paziente e concepirla come la posizione di un soggetto unificato in relazione sinergica con il paziente.
Supervisione individuale
Il servizio è rivolto a operatori e educatori impegnati nel lavoro istituzionale e domiciliare. La supervisione individuale offre la possibilità di dedicare un tempo di approfondimento clinico e teorico rispetto alla particolare situazione, che si ha in carico. Permette di mettere al lavoro le criticità affrontate nella relazione con il paziente, come opportunità di elaborazione della posizione soggettiva del paziente e di rileggere queste difficoltà alla luce del modo in cui l’operatore si è posizionato rispetto al quadro storico, clinico del paziente.
“Ciò che caratterizza un soggetto normale, è precisamente il fatto di non prendere mai del tutto sul serio un certo numero di realtà di cui riconosce l’esistenza”
Jacques Lacan