Depressione

Depressione

Un male oscuro di vivere

La depressione, quale male oscuro di vivere, viene descritto come perdita d’interesse nei confronti del mondo. Tutto si configura come privo di senso, inutile quanto insignificante. La propria attività lavorativa, il proprio fidanzato, la soddisfazione nel prendersi cura della propria famiglia, diventano sipario di un mondo a cui non si riesce più ad appartenere.

Le persone care, i famigliari vicini si appellano a uno sforzo di volontà della persona depressa per uscire da quella ragnatela che la avviluppa sempre di più e ritornare alla vita precedente, spesso così improvvisamente e inspiegabilmente cambiata. La questione, però, non può essere solo affrontata a livello di sforzo di volontà. Spesso anche il solo intervento farmacologico non si dimostra risolutivo.

Quello che avviene, analizzato più in complessità, a livello dell’insorgere della depressione è uno sconvolgimento strutturale che mina alle fondamenta l’impalcatura che, fino a quel momento, aveva rappresentato un sostegno per il soggetto.

Non è la persona depressa a dipingere il mondo di un nero tetro, come effetto di una volontà che viene meno, ma è il mondo stesso a configurarsi come orizzonte imponente, inaccessibile, irraggiungibile. Questo non può essere spiegato semplicemente ricorrendo al concetto di malattia, come alterazione biochimica di alcuni neurotrasmettitori.

La depressione appartiene al campo più vasto della condizione umana e nel suo manifestarsi non fa che rivelarci una verità universale di questa condizione: il dolore legato a una perdita originaria, descritto, tra le sue molteplici figure artistiche o letterarie, come caduta dal paradiso dell’eden o ancora ricerca di un tempo perduto in cui tutto era piacere, un tempo mitico che si presenta come meta agognata ma impossibile per ogni essere umano.

La depressione rappresenta questo dolore legato alla perdita, di fronte cui la vita ci mette inevitabilmente a confronto: la rottura di un fidanzamento, la perdita di un lavoro, un lutto di una persona cara, sono eventi in grado di aprire nuovamente questa ferita originaria.

Cosa può fare la psicoterapia

La depressione rappresenta questo dolore legato alla perdita, di fronte alla quale, la vita ci mette inevitabilmente a confronto: la rottura di un fidanzamento, la perdita di un lavoro, un lutto di una persona cara, rappresentano eventi in grado di aprire nuovamente questa ferita originaria.

La depressione si origina come impossibilità di affrontare e superare la dimensione della perdita.

Un lutto impossibile di fronte al quale la persona depressa si arresta per contemplare ciò che ha perduto.

 

Diventa a quel punto fondamentale, non solo, ricostruire le dinamiche dell’incontro con la perdita, spesso rintracciabili a un livello inconsapevole per la persona, ma anche ripercorrere le vicende storiche che hanno reso impossibile confrontarsi con essa.

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Dr. Stefano Romualdi

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    “L’ombra dell’oggetto cadde così sull’io…”

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