Addictions, le dipendenze nel XXI secolo

Padova, 9 novembre 2019

Addictions: oggetti tout-court del nostro tempo

Ai nostri giorni, stiamo entrando rapidamente nel mondo della moltiplicazione degli oggetti: consumismo, globalizzazione, scienza modificano i costumi, le abitudini, gli stili di vita. Oramai siamo nel trionfo degli oggetti stessi. Una vasta gamma di droghe, farmaci, sostanze sono a disposizione; entrano prepotentemente anche altre forme di dipendenze, dei nuovi oggetti della tecnologia e non solo.

Il Simbolico è sempre più inconsistente: “nell’epoca del parlessere si analizza chiunque. Analizzare il parlessere richiede di giocare la partita tra delirio, debilità e abbindolamento. Vuol dire dirigere un delirio in modo tale che la sua debilità ceda all’abbindolamento del reale”[6]: il rapporto che il soggetto intrattiene col soddisfacimento diviene complesso: gli eccessi, prima regolati dall’Ideale in rapporto al soggetto, ora sono senza limite, nel rapporto fra super-io e addiction.  Addiction, radice del sintomo, è in presa diretta attraverso “una scrittura selvaggia, fuori sistema” con l’esperienza, in rapporto ai consumi, alla scienza, alle religioni, ai costumi… crea vortici di effimere estasi, di eden deboli, virtuali, pornografie esibite, deposti e squarciati oramai i veli. Addictions è un attributo dell’esperienza tanto esplosiva quanto fagocitante; agisce, passa all’atto, giunge al cuore del linguaggio, quindi della parola e la silenzia, non la fa sorgere. È un’addizione che si impone al limite che non si fa, all’insopportabile dell’esistenza.

Si vorrà, con la Giornata Clinica Nazionale che la Scuola Lacaniana di Psicoanalisi dedica al tema scelto, delucidare questa nuova, straordinaria condizione dei soggetti. La posta in gioco etica per lo psicoanalista nelle conduzioni delle cure non sarà quella di andare a eliminare o separare l’oggetto-roba, il gioco, internet.

Lo psicoanalista, paradossalmente, in questo tempo della civiltà, ha da introdurre, sostenere, una nuova, smarrita dipendenza: la dipendenza dalla parola, purché si sia ben orientati dalla precedente dipendenza del soggetto, che agiva un singolare proprio eccesso rispetto ad un reale troppo devastante.

Il mondo sta precipitando, dicono i versi della poetessa…, “per quanto riguarda la pratica analitica non si deve amare il vero, così come non si deve amare né il bello né il buono” indica Miller.

Loretta Biondi, Psicoanalista SLP; Rimini

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