Anoressia, Bulimia, Obesità

Anoressia, Bulimia, Obesità

Anoressia, Bulimia, Obesità

Sono questi i sintomi in cui il cibo domina la scena. Ma il cibo non è il solo protagonista. Non si tratta di un monologo, ma di un dialogo in cui i due interlocutori sono il cibo e il corpo, o meglio, l’immagine del corpo. Il problema è che, ad assistere a questo dialogo, non viene convocato nessuno. Il teatro è vuoto e profonda è la solitudine. Non ci sono altri interlocutori. Il cibo è l’unica voce con cui il corpo desidera parlare.

Una voce incessante, continua, martellante ma che il corpo non riesce a smettere di ascoltare

Un canto di sirena che attrae subdolamente, a cui non si riesce a resistere o smettere di pensare, in grado di risuonare nelle profondità più buie, fino a far risuonare un godimento mortifero.

L’anoressia rappresenta il rifiuto di questa voce. Un rifiuto secco, impassibile, senza compromesso, senza concessioni. Un rifiuto votato all’impossibile.

Infatti, l’oggetto cibo è stato eletto come il solo a occupare la scena. Da lì il paradosso: eletto come il solo, ma allo stesso tempo rifiutato.

Ma perché il cibo acquista questa importanza? Perché nel suo indiscusso reale sostentamento alla vita esso rappresenta l’avversario perfetto, il nemico da annientare per proclamare un ideale di vita e di bellezza assoluto.

La bulimia ha un rapporto contrastato con questa voce. A volte se ne sente la più forte necessità, un desiderio irrefrenabile come di esserne posseduto, per sentire poi una profonda delusione e un profondo senso di colpa nel constatare che ciò che si desiderava non era quello.

Ingannati e raggirati si cerca di rimediare, ripulendo la scena del misfatto: vomito, assunzione di farmaci diuretici e lassativi. Eppure, nonostante la delusione provata, l’oggetto cibo riassume le sue parvenze di oggetto concupiscibile, bramabile, come l’unico e il solo in grado di saperci adulare realmente.

Nell’obesità il suo canto è pervasivo. Non incontra ostacoli. Continuo, incessante. L’unico rimedio per trovare quiete è ingurgitarlo. Cercare di farlo tacere, incorporandolo.

Ma, più si cerca di fermarlo, e più la voce diventa penetrante, stridente. Il vuoto che ne scaturisce si fa ancora più ingombrante.

Cosa può fare la psicoterapia

Il rapporto che stringe il soggetto e l’oggetto cibo nelle sue diverse manifestazioni cliniche di anoressia, bulimia, obesità, ha come sfondo un teatro vuoto, un sentimento di solitudine.

Quanto più il rapporto diventa invasivo, quanto più non solo i comportamenti e le abitudini di vita del paziente, ma i suoi stessi pensieri, le sue preoccupazioni e le sue ambizioni perdono i riferimenti originari per polarizzarsi gradualmente in modo esclusivo attorno a il cibo, quanto più il paziente sente intimamente un graduale sganciamento nella relazione con l’Altro, sente il costituirsi di un vuoto interiore dove la relazione con l’Altro perde le sue note affettive, di desiderio, di amore.

Un rapporto che nell’illusione dell’esercizio di un controllo, lascia il soggetto solo e svuotato, divorato dallo stesso oggetto cibo, dalla posizione di dominanza che il soggetto ha lasciato assumere ad esso, in questo rapporto fagocitante.

La terapia a orientamento analitico consente di interrogare questo rapporto, riconsiderandolo nella sua dimensione più propria di una scelta. Ossia la scelta di una profonda solitudine che seppur dolorosa, priva il soggetto dall’inquietudine dell’incontro con l’aspettativa dell’Altro, dall’esigenza di doversi conformare al suo desiderio, rinunciando a se stesso. Scelta di sparire dalla scena, piuttosto che viversi in essa come soggetto vuoto.

La terapia a orientamento analitico consente di ripercorrere gli snodi significativi della nostra storia personale, i momenti delle scelte, per integrare ora quella parte affettiva e desiderante di se che in quel determinato periodo storico era passata inascoltata e che senza saperlo aveva giocato un ruolo decisivo in queste scelte.

Avere quindi la possibilità di rileggere e rivivere quegli snodi cruciali alla luce di una consapevolezza diversa e una nuova opportunità di scegliere.

Primo incontro senza impegno

Dr. Stefano Romualdi

Sono uno psicologo-psicoterapeuta a indirizzo lacaniano. Se vuole prenotare un primo colloquio gratuito, risolvere alcuni suoi dubbi o chiedere informazioni sul mio metodo, la invito a compilare il modulo sottostante. Le risponderò il prima possibile.

    “[…] a rifiutare il nutrimento e orchestrare il suo rifiuto come un desiderio”

    Jacques Lacan

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