Impotenza e frigidità
Il versante maschile
Le difficoltà sessuali maggiori dal lato maschile sono rappresentate dalla impossibilità di raggiungere l’erezione e l’eiaculazione precoce.
Entrambi questi sintomi si manifestano nell’impossibilità degli organi sessuali nel compiere l’atto sessuale, pur conservando un’idoneità e una funzionalità dell’organo riscontrata a livello medico ed esista, nell’individuo in questione, una forte propensione psichica a compiere l’atto.
Il primo indizio per capire il suo stato è colto dall’individuo stesso, quando si accorge di fallire nel suo tentativo solo con determinate persone, mentre con altre il problema non si presenta.
Egli è quindi consapevole che la sua impotenza è in qualche modo legata a una particolare scelta della partner con cui desidera l’atto, ma avverte una sensazione d’impedimento, come la percezione di una contro-volontà che disturba l’intenzione cosciente.
Esaminando più attentamente la situazione è possibile accorgersi che l’attività sessuale agognata, non è sorretta dalla piena forza motrice psichica. È un’attività facilmente disturbabile, povera di godimento.
Il versante femminile
Il disturbo dell’attività sessuale principale che affligge il versante femminile è rappresentata dalla frigidità femminile. La frigidità femminile si presenta come l’impossibilità della donna a raggiungere l’orgasmo nel coito. Esistono diverse forme di frigidità che vanno da quelle più gravi in cui avviene una totale anestesia sessuale, a quelle che possono comportare insensibilità vaginale con sensibilità limitata alla zona clitoridea, a forme di angoscia, insonnia e depressione subito dopo il rapporto, qualunque sia il grado di soddisfazione raggiunto.
Nel rapporto sessuale, la donna è implicata non solo a livello di una propria identità, costruita durante il percorso storico come immagine desiderata dalla sfera sociale (il padre, la madre, il marito etc.) in cui vive, ma è toccata nel rapporto intimo con il corpo.
Il corpo è inteso come l’accesso a un godimento capace di far risuonare le corde più sottili, sottese alla modalità, non di rappresentare in questo caso, ma di “vivere” la propria femminilità.

Cosa può fare la psicoterapia
La terapia psicoanalitica offre uno spazio non giudicante, onesto e sicuro, in cui eventualmente esplicitare in parole le difficoltà di cui abbiamo parlato sopra.
Spesso è la prima volta che una persona ha la possibilità di provare a parlare apertamente e onestamente del proprio desiderio o della sua mancanza, della propria soddisfazione o della mancanza della stessa.
La terapia analitica concepisce la difficoltà sessuale come l’emergere di una frattura nella piena espressione della propria identità virile o femminile. Accoglie questa insoddisfazione e ne interroga il desiderio inconscio che ne è alla base, come sentimento di se’ singolare e intimo non accessibile alla consapevolezza.
L’impossibilità di vivere la propria sessualità rappresenta, in profondità, l’insoddisfazione del proprio sentimento di se’ come uomo o come donna. Diventa allora necessario, ripercorrere gli snodi cruciali della propria vita per esplorare le ferite subite a livello di questa insoddisfazione e riportare in asse l’espressione sessuale alla propria identià maschile e femminile
Essere in grado di parlare in confidenza di cose che riguardano l’intimità, e tuttavia a qualcuno non direttamente coinvolto nelle relazioni della persona, può consentire una distanza riflessiva e una contestualizzazione delle difficoltà all’interno della vita, dei desideri e degli amori di una persona.


Dr. Stefano Romualdi
“L’essenza dell’oggetto è il fallimento”
Jacques Lacan