Gioco patologico

Gioco patologico

Il tormento di Sisifo

Un mito dell’antichità greca racconta di un uomo Sisifo, re di Corinto, così ardito e abile da sfidare il volere degli dei. Zeus, signore dell’olimpo, punì la sua audacia condannandolo, nell’Ade, a una punizione eterna: spingere un masso rotondo pesantissimo, lungo il pendio ripido della montagna, che arrivato in cima, rotolava di nuovo a valle. Così ogni volta e per l’eternità.

Non è forse questo il modo in cui vivono i pazienti afflitti dal gioco patologico?

Ripetere incessantemente e giorno dopo giorno le stesse dinamiche. Che si tratti di schiacciare un pulsante sulle macchinette oppure recarsi ai tabacchi più vicino per acquistare un “gratta e vinci” o, ancora, trascorrere ore, notte dopo notte, a giocare partite a poker on line o al bar dell’angolo.

Non esiste vincita o perdita capace di placare questa foga. Di fronte ad una perdita diventa necessaria una vincita oppure di fronte a una vincita diventa tollerabile una perdita. Un circuito chiuso, che procede per inerzia e che ci dimostra che non è la spinta al denaro ad essere la causa di questa foga.

Il denaro, al limite, rappresenta il carburante necessario ad alimentarlo. Una volta terminato il denaro, il circuito incontra la propria impossibilità a proseguire, lo scoglio che ne rappresenta l’ostacolo.

Se non è il denaro a essere l’oggetto del desiderio del gioco, da che cosa è mosso il giocatore? Perché Sisifo, ancora oggi, continua a spingere il masso in cima alla montagna?

Cosa può fare la psicoterapia

La psicoanalisi incontra al fondo del sintomo, un affetto come causa e sua spinta propulsiva: la dimensione inconscia del debito.

Una serie di eventi rintracciabili nella propria storia personale hanno determinato e sancito il suo stesso essere al mondo come qualcosa da risarcire, restituire.

L’ombra del debito, contratto nelle fasi infantili della sua esistenza, cade, successivamente, su ogni relazione instaurata con l’Altro, sia esso genitoriale, lavorativo o amoroso.

Compito della psicoanalisi? Potrà un giorno forse Sisifo, condannato alla pena eterna, smettere di credere nella speranza che il masso possa trovare giaciglio e continuare la propria esistenza nell’accettazione di questo destino serenamente?

Poter comprendere le dinamiche storiche e relazionali dell’individuo non cancella questo debito, contratto da ognuno di noi, ma lo pone nella condizione di viverlo in maniera non colpevolizzante, cancellando l’ossessione angosciante di dover esser risarcito.

Primo incontro senza impegno

Dr. Stefano Romualdi

Sono uno psicologo-psicoterapeuta a indirizzo lacaniano. Se vuole prenotare un primo colloquio gratuito, risolvere alcuni suoi dubbi o chiedere informazioni sul mio metodo, la invito a compilare il modulo sottostante. Le risponderò il prima possibile.

    “Il vero oggetto in questione non è davanti ma dietro”

    Jacques Lacan

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